lunedì 20 dicembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
le pietre e l' uni-verso
La Cristalloterapia è un'antica metodologia naturale che mira ad armonizzare e mantenere il benessere fisico, mentale e spirituale attraverso l'uso di pietre preziose e cristalli. Questi ultimi, infatti, sono in grado di emanare energie purificatrici, assorbibili dal corpo umano.
Nell'universo, tutto ciò che siamo in grado di vedere e di toccare è composto di materia/energia, ma anche tutto ciò che non è visibile all'occhio umano è energia più o meno consistente. Esseri umani, animali, piante, minerali, allo stato solido, liquido o gassoso sono forme viventi che vibrano e si nutrono di energia e mutano in continuazione, proprio grazie all'azione vibrazionale alla quale sono continuamente sottoposte.
In particolare i minerali costituiscono il maggior componente sia sul nostro pianeta che in tutto l'universo, e sono indispensabili alla sopravvivenza di tutto l'ecosistema. Fin dai tempi più antichi popoli che hanno abitato le varie parti della terra sono stati in grado di sfruttare l'energia emessa da pietre e cristalli per ottenere guarigioni e soprattutto per migliorare lo stato fisico, emozionale, mentale e spirituale degli organismi viventi.
I minerali sono straordinarie strutture armoniche create dalla natura, capaci di riordinare, proprio secondo la personale struttura, qualsiasi forma di energia che gli passi attraverso. Le pietre e i cristalli assorbono ed emettono energia che cambia a seconda della loro forma, dei componenti chimici, del colore.
venerdì 30 aprile 2010
dynamis
Nella condizione di salute dell’uomo, la forza vitale spirituale (sovrana assoluta), DYNAMIS che anima il corpo materiale (organismo), domina con impero assoluto e mantiene tutte le parti dell’organismo in ammirabile, armoniosa, operazione vitale, sia per quanto riguarda le sensazioni che le funzioni, cosicchè la nostra mente, abitante dentro di noi, dotata del dono della ragione, può impiegare liberamente questo strumento vivente e sano per lo scopo più alto della nostra esistenza. [Organon, § 9]
venerdì 23 aprile 2010
uomo dio
.....I regni inferiori lavorano armoniosamente, perché spinti dalla legge; il regno umano è un
caos di volontà in lotta fra loro e ribelli alla legge, ma da questo regno si sviluppa ben presto una unità più nobile, una scelta armonica di obbedienza volontaria; questa obbedienza, appunto per essere volontaria e' fondata sulla conoscenza e sulla memoria dei risultati derivati dalla disobbedienza, è stabile e non può essere scossa da alcuna tentazione. Come essere ignorante e senza esperienza, l’uomo sarebbe stato sempre in pericolo di cadere; ma come un Dio, conoscendo per esperienza il bene ed il male, la sua scelta del bene è fissata per sempre senza tema di mutamento....
tratto da : a.besant sapienza antica pag.123
caos di volontà in lotta fra loro e ribelli alla legge, ma da questo regno si sviluppa ben presto una unità più nobile, una scelta armonica di obbedienza volontaria; questa obbedienza, appunto per essere volontaria e' fondata sulla conoscenza e sulla memoria dei risultati derivati dalla disobbedienza, è stabile e non può essere scossa da alcuna tentazione. Come essere ignorante e senza esperienza, l’uomo sarebbe stato sempre in pericolo di cadere; ma come un Dio, conoscendo per esperienza il bene ed il male, la sua scelta del bene è fissata per sempre senza tema di mutamento....
tratto da : a.besant sapienza antica pag.123
giovedì 22 aprile 2010
il corpo
Il corpo non è che il viaggio dell'anima.
Si cambia d'abito nella tomba, il sepolcro è l'anticamera del cielo
Victor Hugo
mercoledì 31 marzo 2010
appunti
... "L’agnello è un’immaginazione che indica l’Essere dell’amore il quale ama talmente il mondo visibile, ama talmente l’umanità scesa nella materia, che viene a redimerli proprio inserendosi nel mondo della morte con le forze della resurrezione.
«Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che solleva e prende su di sé il karma del cosmo», ecco colui che riassume nel suo amore tutto il passato dell’umanità e lo volge alla libertà, inaugurando la seconda metà dell’evoluzione; ecco colui che soltanto voi, pochi, avete visto immaginativamente durante il battesimo. Questo viene detto nel vangelo di Giovanni (1, 29) che orienta l’ottica umana di Matteo, ancora volta al serpente, verso il futuro.
pa lett.eso.Vangeli
«Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che solleva e prende su di sé il karma del cosmo», ecco colui che riassume nel suo amore tutto il passato dell’umanità e lo volge alla libertà, inaugurando la seconda metà dell’evoluzione; ecco colui che soltanto voi, pochi, avete visto immaginativamente durante il battesimo. Questo viene detto nel vangelo di Giovanni (1, 29) che orienta l’ottica umana di Matteo, ancora volta al serpente, verso il futuro.
pa lett.eso.Vangeli
lunedì 29 marzo 2010
appunti
La caduta nella materia, o peccato originale, è il presupposto evolutivo per l’individuazione degli esseri umani: è il distacco dalla comunanza
indistinta e beatificante, matrice primigenia di una umanità ancora effusa nel grembo divino, per conquistare l’individualità, dapprima egoica ed
egoistica, poi libera e amante: «Materia principium individuationis» diceva ancora Tommaso, sulla via conoscitiva tracciata da Aristotele.
L’entrare nella materia ha provocato nell’uomo, durante i millenni d’evoluzione, un graduale e sempre più potente oscuramento della coscienza
istintiva che, per rivelazione diretta divina, gli ispirava la consapevolezza di appartenere al mondo divino. Questo processo di graduale e
sempre più forte inserimento nella materia è andato a tutto vantaggio del nascere di una coscienza desta al percepibile, cruna dell’ago necessaria
per la conquista della libertà.
tratto da p.a. letture esoteriche Vangeli
indistinta e beatificante, matrice primigenia di una umanità ancora effusa nel grembo divino, per conquistare l’individualità, dapprima egoica ed
egoistica, poi libera e amante: «Materia principium individuationis» diceva ancora Tommaso, sulla via conoscitiva tracciata da Aristotele.
L’entrare nella materia ha provocato nell’uomo, durante i millenni d’evoluzione, un graduale e sempre più potente oscuramento della coscienza
istintiva che, per rivelazione diretta divina, gli ispirava la consapevolezza di appartenere al mondo divino. Questo processo di graduale e
sempre più forte inserimento nella materia è andato a tutto vantaggio del nascere di una coscienza desta al percepibile, cruna dell’ago necessaria
per la conquista della libertà.
tratto da p.a. letture esoteriche Vangeli
appunti
L’elemento vero e proprio del peccato8, cioè dell’egoismo, non si riferisce al fatto biologico che il seme maschile penetri nell’ovulo femminile, ma si riferisce alle brame, alla concupiscenza che accompagna l’atto sessuale per il fatto stesso che è compiuto nella coscienza desta. E la somma d’egoismo oggi è tale che in questo massimo soddisfacimento delle brame opera nei genitori la volontà incarnatoria dell’individualità spirituale del figlio: altrimenti credo proprio che l’umanità si sarebbe estinta da un bel pezzo!
tratto da p.a. lettura esoterica Vangeli
tratto da p.a. lettura esoterica Vangeli
giovedì 18 marzo 2010
cacciare i demoni!!
1. Il fenomeno di malattia specifico del corpo astrale è quello del possedimento dell’essere umano da parte dei demoni. La cacciata dei demoni è uno dei tratti fondamentali dell’operare del Cristo nei vangeli.
Una semplicissima riflessione va premessa: se riteniamo che la possessione sia un fenomeno che oggi non ci riguardi più, ebbene, questo convincimento è un altro dei segni del nostro essere ammalati. Le forme di possessione oggi sono infinitamente più svariate e intense di allora, anche perché le potenzialità di libertà sono diventate infinitamente maggiori. Quando in me pensano l’opinione pubblica, la stampa, le immagini della televisione, il partito, ecc., io sono un vero e proprio posseduto, vivo in una forma assoluta e tecnica di possedimento: i pensieri possiedono me, e manca in me la signoria dell’Io.
Pensate quando un essere umano entra in un negozio: dove si rivolgono i suoi occhi, dove si posano le sue mani, cosa egli desidera e perché lo desidera, cosa compra...; è in grado, quest’uomo, di dire che tutte le decisioni sono assolutamente sue, libere, coscienti, pensate e ben volute? Il più delle volte abbiamo un posseduto che passa per questo negozio, e posseduto in modo sommo!
«Poi scese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: - Basta! Che abbiamo a che fare con te Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio! -. Gesù gli intimò: - Taci, esci da costui! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male» (Lc 4, 31-35). La terapia per la malattia del corpo astrale è la purificazione, cioè la liberazione dagli impulsi molteplici che hanno sull’uomo effetto di cogenza: quando il Cristo scaccia i demoni dal corpo astrale umano, dice loro: - Via! non è qui il vostro posto! Nell’anima umana deve essere l’uomo stesso a comandare, non voi! -44.
Tratto da: Lettura Esoterica dei Vangeli, di Pietro Archiati
Una semplicissima riflessione va premessa: se riteniamo che la possessione sia un fenomeno che oggi non ci riguardi più, ebbene, questo convincimento è un altro dei segni del nostro essere ammalati. Le forme di possessione oggi sono infinitamente più svariate e intense di allora, anche perché le potenzialità di libertà sono diventate infinitamente maggiori. Quando in me pensano l’opinione pubblica, la stampa, le immagini della televisione, il partito, ecc., io sono un vero e proprio posseduto, vivo in una forma assoluta e tecnica di possedimento: i pensieri possiedono me, e manca in me la signoria dell’Io.
Pensate quando un essere umano entra in un negozio: dove si rivolgono i suoi occhi, dove si posano le sue mani, cosa egli desidera e perché lo desidera, cosa compra...; è in grado, quest’uomo, di dire che tutte le decisioni sono assolutamente sue, libere, coscienti, pensate e ben volute? Il più delle volte abbiamo un posseduto che passa per questo negozio, e posseduto in modo sommo!
«Poi scese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: - Basta! Che abbiamo a che fare con te Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio! -. Gesù gli intimò: - Taci, esci da costui! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male» (Lc 4, 31-35). La terapia per la malattia del corpo astrale è la purificazione, cioè la liberazione dagli impulsi molteplici che hanno sull’uomo effetto di cogenza: quando il Cristo scaccia i demoni dal corpo astrale umano, dice loro: - Via! non è qui il vostro posto! Nell’anima umana deve essere l’uomo stesso a comandare, non voi! -44.
Tratto da: Lettura Esoterica dei Vangeli, di Pietro Archiati
martedì 16 marzo 2010
Malattia...
L’impulso terapeutico espresso nei vangeli alla svolta dei tempi è sempre stato chiamato l’evento di redenzione dell’umanità. Queste parole della tradizione vanno riprese in senso scientifico-spirituale: redimere l’umanità significa curarne la grande malattia. La malattia è la caduta, che le conoscenze spirituali più profonde hanno sempre compreso come un processo di ammalamento. La redenzione è il risanamento.
L’essere umano non è sano automaticamente perché, se lo fosse, non sarebbe libero. E’ parte intrinseca ed essenziale della realtà della libertà che la nostra salute - la salute in quanto armonia dell’essere, in quanto pienezza dell’essere - non sia un dato di natura, non sia un fatto di determinismo e necessità, ma venga offerta sempre di nuovo, come possibile conquista della libertà.
I minerali, le piante, gli animali sono necessariamente in consonanza con la natura stessa perché ne sono determinati, e non possono esprimere altro che armonia. L’uomo, l’essere della libertà, trova il suo posto giusto e armonico soltanto per libertà: è dunque sempre esposto, nella sua evoluzione, a perdere il luogo e il tempo dell’essere suo. E questa è la malattia.
I vangeli guardano al processo di guarigione dalla prospettiva più vasta che ci sia, quella che offre tutti gli impulsi dei quali l’essere umano può avvalersi per diventare, di volta in volta, sano. In fondo, il grande problema delle malattie e della terapia nel nostro tempo è proprio la mancanza di prospettive universali. In questa epoca di meccanicismo e di frammentazione ci si è abituati a trattare anche il corpo fisico come un meccanismo, non se ne vede più il principio unificante, ma soltanto le parti e le sezioni sconnesse.
La differenza fondamentale tra organismo e meccanismo è che l’organismo è costituito di membra mentre il meccanismo consta di parti, di pezzi. Le parti sono talmente estrinseche l’una all’altra che possono venire sostituite senza che il meccanismo si alteri. Invece l’organismo è unitario, il principio vitale pulsa unico in tutte le membra, e dunque non è un pensiero veritiero quello che, per esempio, vede nel trapianto di organi l’applicabilità nel corpo umano dello stesso principio valevole per l’automobile.
I vangeli ci riportano ai fenomeni globali, sintetici e organici della terapia ponendo la premessa di base che la vera salute non è mai quella che c’è, ma è sempre quella che si conquista; che l’anelito vero dell’essere umano non consiste nell’essere già in partenza sano ma nel diventare sempre nuovamente e diversamente sano e che quindi la grande tentazione, la malattia prima, è quella di pretendere una condizione di salute già data per scontata42.
Se un essere umano fosse già di per sé sano non avrebbe nulla da fare e la libertà non avrebbe nessun compito.
L’esercizio della libertà consiste sempre nel superare una disarmonia - di cui la manifestazione corporea,
evidentemente, è soltanto l’ultimo livello - per rimettersi sempre nuovamente in sintonia col mondo degli esseri e delle cose.
L’egoismo, la pigrizia, l’inerzia interiore ci traggono in inganno e ci fanno pensare che sarebbe meglio
che nel mondo non ci fosse nessun tipo di sofferenza: ma questo atteggiamento dimostra solo che abbiamo paura della libertà. Essere già in partenza costantemente sani significherebbe vivere di rendita, significherebbe perpetuare uno stato già conquistato: invece la realtà, che ci viene incontro dal futuro, è sempre diversa e se noi la affrontiamo con la stessa compagine interiore ed esteriore che avevamo due ore prima siamo ammalati, perché entreremo in conflitto con questa realtà.
La malattia è dunque la ribellione della natura spirituale umana contro la tendenza all’inerzia dell’io inferiore, mutuata dall’inserimento nella gravità della materia: la vera salute è allora la capacità di trasformazione continua; interiore, per rendersi sempre innovativamente consoni alla situazione karmica cosmica che di giorno in giorno ci interpella in modi sempre inconsueti.
La vera salute non è mai statica, è dinamica: la salute è versatilità interiore, è creatività, è la capacità artistica di
orientarci secondo un pensare, un sentire e un volere sempre rinnovati, che sono poi il segno più bello di un autentico interesse alla vita.
Tratto da: lettura esoterica dei Vangeli, di Pietro Archiati
L’essere umano non è sano automaticamente perché, se lo fosse, non sarebbe libero. E’ parte intrinseca ed essenziale della realtà della libertà che la nostra salute - la salute in quanto armonia dell’essere, in quanto pienezza dell’essere - non sia un dato di natura, non sia un fatto di determinismo e necessità, ma venga offerta sempre di nuovo, come possibile conquista della libertà.
I minerali, le piante, gli animali sono necessariamente in consonanza con la natura stessa perché ne sono determinati, e non possono esprimere altro che armonia. L’uomo, l’essere della libertà, trova il suo posto giusto e armonico soltanto per libertà: è dunque sempre esposto, nella sua evoluzione, a perdere il luogo e il tempo dell’essere suo. E questa è la malattia.
I vangeli guardano al processo di guarigione dalla prospettiva più vasta che ci sia, quella che offre tutti gli impulsi dei quali l’essere umano può avvalersi per diventare, di volta in volta, sano. In fondo, il grande problema delle malattie e della terapia nel nostro tempo è proprio la mancanza di prospettive universali. In questa epoca di meccanicismo e di frammentazione ci si è abituati a trattare anche il corpo fisico come un meccanismo, non se ne vede più il principio unificante, ma soltanto le parti e le sezioni sconnesse.
La differenza fondamentale tra organismo e meccanismo è che l’organismo è costituito di membra mentre il meccanismo consta di parti, di pezzi. Le parti sono talmente estrinseche l’una all’altra che possono venire sostituite senza che il meccanismo si alteri. Invece l’organismo è unitario, il principio vitale pulsa unico in tutte le membra, e dunque non è un pensiero veritiero quello che, per esempio, vede nel trapianto di organi l’applicabilità nel corpo umano dello stesso principio valevole per l’automobile.
I vangeli ci riportano ai fenomeni globali, sintetici e organici della terapia ponendo la premessa di base che la vera salute non è mai quella che c’è, ma è sempre quella che si conquista; che l’anelito vero dell’essere umano non consiste nell’essere già in partenza sano ma nel diventare sempre nuovamente e diversamente sano e che quindi la grande tentazione, la malattia prima, è quella di pretendere una condizione di salute già data per scontata42.
Se un essere umano fosse già di per sé sano non avrebbe nulla da fare e la libertà non avrebbe nessun compito.
L’esercizio della libertà consiste sempre nel superare una disarmonia - di cui la manifestazione corporea,
evidentemente, è soltanto l’ultimo livello - per rimettersi sempre nuovamente in sintonia col mondo degli esseri e delle cose.
L’egoismo, la pigrizia, l’inerzia interiore ci traggono in inganno e ci fanno pensare che sarebbe meglio
che nel mondo non ci fosse nessun tipo di sofferenza: ma questo atteggiamento dimostra solo che abbiamo paura della libertà. Essere già in partenza costantemente sani significherebbe vivere di rendita, significherebbe perpetuare uno stato già conquistato: invece la realtà, che ci viene incontro dal futuro, è sempre diversa e se noi la affrontiamo con la stessa compagine interiore ed esteriore che avevamo due ore prima siamo ammalati, perché entreremo in conflitto con questa realtà.
La malattia è dunque la ribellione della natura spirituale umana contro la tendenza all’inerzia dell’io inferiore, mutuata dall’inserimento nella gravità della materia: la vera salute è allora la capacità di trasformazione continua; interiore, per rendersi sempre innovativamente consoni alla situazione karmica cosmica che di giorno in giorno ci interpella in modi sempre inconsueti.
La vera salute non è mai statica, è dinamica: la salute è versatilità interiore, è creatività, è la capacità artistica di
orientarci secondo un pensare, un sentire e un volere sempre rinnovati, che sono poi il segno più bello di un autentico interesse alla vita.
Tratto da: lettura esoterica dei Vangeli, di Pietro Archiati
venerdì 12 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
nascere (appunti)
La caduta nella materia, o peccato originale, è il presupposto evolutivo per l’individuazione degli esseri umani: è il distacco dalla comunanza
indistinta e beatificante, matrice primigenia di una umanità ancora effusa nel grembo divino, per conquistare l’individualità, dapprima egoica ed
egoistica, poi libera e amante: «Materia principium individuationis» diceva ancora Tommaso, sulla via conoscitiva tracciata da Aristotele.
L’entrare nella materia ha provocato nell’uomo, durante i millenni d’evoluzione, un graduale e sempre più potente oscuramento della coscienza
istintiva che, per rivelazione diretta divina, gli ispirava la consapevolezza di appartenere al mondo divino. Questo processo di graduale e
sempre più forte inserimento nella materia è andato a tutto vantaggio del nascere di una coscienza desta al percepibile, cruna dell’ago necessaria
per la conquista della libertà.
indistinta e beatificante, matrice primigenia di una umanità ancora effusa nel grembo divino, per conquistare l’individualità, dapprima egoica ed
egoistica, poi libera e amante: «Materia principium individuationis» diceva ancora Tommaso, sulla via conoscitiva tracciata da Aristotele.
L’entrare nella materia ha provocato nell’uomo, durante i millenni d’evoluzione, un graduale e sempre più potente oscuramento della coscienza
istintiva che, per rivelazione diretta divina, gli ispirava la consapevolezza di appartenere al mondo divino. Questo processo di graduale e
sempre più forte inserimento nella materia è andato a tutto vantaggio del nascere di una coscienza desta al percepibile, cruna dell’ago necessaria
per la conquista della libertà.
martedì 9 febbraio 2010
Gustavo Rol e pitigrilli (appunti)
...Ricordati della « sua » raccomandazione: immaginare un piano tutto verde, come un prato senza alberi, senza particolari che turbino 1' uniformtia del verde; immagina di essere sommerso in un'immensita di vernice verde. Tu vuoi che tutte le carte di questo mazzo si dispongano in un certo ordine? Chiedilo mentalmente e poi immagina il verde; nel momento in cui tu "vedi" il verde, la trasformazione e avvenuta »....
....Una sera mi disse: « Quest'oggi mi ha dettato queste parole per te: "Non c'e successo senza lavoro, non c'e lavoro senza soferenza, non c'e soferenza senza verde" ». Un'altra volta Rol mi disse: « Voglio che tu erediti da me le mie facolta, e che se un giorno io non ci saro' piu, che "egli" trasmetta a te tutto cio' che trasmetterebbe ancora a me ».
estratto da: gusto per il mistero di Pitigrilli
....Una sera mi disse: « Quest'oggi mi ha dettato queste parole per te: "Non c'e successo senza lavoro, non c'e lavoro senza soferenza, non c'e soferenza senza verde" ». Un'altra volta Rol mi disse: « Voglio che tu erediti da me le mie facolta, e che se un giorno io non ci saro' piu, che "egli" trasmetta a te tutto cio' che trasmetterebbe ancora a me ».
estratto da: gusto per il mistero di Pitigrilli
lunedì 1 febbraio 2010
LA MORTE, UNA FASE DELL'EVOLUZIONE
La morte fisica (1)
Il corpo non è che il viaggio dell'anima. Si cambia d'abito nella tomba, il sepolcro è l'anticamera del cielo.
Victor Hugo
Quando arriva il momento di lasciare questo mondo terreno il corpo fisico non serve più, allora il doppio eterico e gli altri corpi sottili si ritirano dalla testa e lasciano le spoglie inanimate. I corpi sottili escono dal corpo fisico con un movimento a spirale, recando con loro le informazioni raccolte da un atomo speciale che risiedeva nel cuore.
Tutti gli eventi vissuti dall'individuo durante la vita ora finita, sono stati registrati in questo speciale atomo, detto "atomo permanente". E' un atomo che l'individuo ha portato con sé da millenni, esso, infatti, ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso della sua evoluzione. Siccome tale atomo servecome nucleo attorno al quale si costruirà il nuovo corpo fisico ad ogni incarnazione viene anche definito "atomo-seme".
Durante la vita terrena l'atomo-seme è localizzato nel ventricolo sinistro del cuore, vicino all'apice. Al momento della morte sale al cervello seguendo il nervo pneumogastrico e abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli sottili, passando tra le suture delle ossa parietali ed occipitali del cranio.
Anche se i corpi sottili hanno lasciato il corpo fisico, vi restano ancora collegati mediante un sottile cordone risplendente detto "funicella d'argento". Questa funicella resiste fintanto che viene raccolto tutto il panorama della vita trascorsa (circa tre giorni) e, solo nel preciso momento in cui si spezza, il corpo denso può veramente considerarsi un cadavere.
Per questo motivo si deve aver somma cura di non cremare o ferire il corpo del defunto, almeno fintanto che siano trascorsi tre giorni dalla morte. Siccome il doppio eterico ed i veicoli superiori sono ancora uniti al corpo fisico per mezzo della funicella d'argento, qualunque autopsia od altra lesione al corpo fisico, sarebbe in qualche modo risentita dal defunto.
Si dovrebbe assolutamente evitare la cremazione nei tre giorni successivi alla morte, perché tende a disintegrare il doppio eterico che dovrebbe mantenersi integro fintanto che il panorama della vita passata è stato registrato nel corpo astrale.
Il panorama della vita trascorsa (1)
Quando il defunto si libera dal corpo fisico, giunge per lui un momento della massima importanza. Non si insisterà mai troppo, facendo presente ai parenti di chi sta per morire che è una colpa grave, nei confronti del moribondo, il prorompere in rumorose espressioni di dolore. Infatti durante i tre giorni che seguono la morte il defunto è impegnato in una questione di suprema importanza: "la raccolta del filmino della sua vita", e l'accuratezza con cui può fare questo lavoro dipende dall'attenzione che vi può dedicare.
Un altra azione colpevole verso il morente è, inoltre, quella di somministrargli stimolanti che abbiano per effetto la forzatura del rientro dei corpi sottili nel corpo denso, fatto che provocherebbe un penoso choc.
Un trapasso naturale non crea sofferenza mentre è assai penoso l'essere trascinato indietro per sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati, hanno detto agli investigatori nei mondi invisibili, che in tal modo essi eranostati trattenuti in vita per delle inutile ore e sarebbero stati assai lieti se i parenti (e i medici, n.d.r.), li avessero lasciati morire in pace.
Molti defunti credono di essere ancora vivi
Sembra accertato che la grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla dello stato post-mortem, credono di essere ancora vivi e, per qualche tempo restano piuttosto perplessi per il pianto e le forti vibrazioni emotive da cui sono circondati.
Questo accade perché, durante il sonno, ognuno di noi lascia temporaneamente il corpo fisico (vedi lettera "La Luce dell'Anima" n. 14), pertanto il defunto si ritrova in una condizione conosciuta, con la sola differenza che alla fine del sonno la funicella d'argento gli permetteva di rientrare nel corpo e ora, essendosi spezzata, il rientro non è più possibile.
La letteratura esoterica, pullula di esempi e di testimonianze di persone che si sono trovate fuori dal loro corpo fisico. Vi è, per esempio, il caso di un medico che dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico ad opera di suoi colleghi; pochi secondi dopo l'anestesia, si è trovato improvvisamente in un angolo della sala operatoria da dove ha potuto seguire l'operazione.
Senza dubbio l'anestetico, iniettato, era troppo forte e quel medico ha corso il rischio di non poter più rientrare nel suo corpo fisico, per ringraziare e per congratularsi con i suoi amici, perchè il distacco totale del doppio eterico significa la morte del corpo fisico.
Il corpo eterico, generalmente, si disintegra dopo poche settimane o pochi mesi, nel frattempo aleggia sulle tombe ove i corpi fisici densi sono sepolti e le persone sensitive lo possono vedere.
Il purgatorio
Quando il corpo eterico si disintegra il defunto inizia a vivere nel Mondo astrale, utilizzando gli altri corpi sottili. Mentre permane nel Mondo astrale si dedica ad osservare il panorama della vita appena terminata e soffre per ogni sofferenza che gli altri hanno subito a causa sua.
Questa fase dura all'incirca un terzo degli anni vissuti nel corpo fisico e viene fatta a ritroso, ovvero dalla morte alla nascita; in questo modo si vede per primo il dolore arrecato e poi l'azione che lo causò. Questo esame è assai importante perché permette al defunto di rendersi conto di quanto male ha causato e, questa consapevolezza, sensibilizza la sua coscienza.
Va notato che quando uno spirito entra nel purgatorio, è esattamente lo stesso personaggio che era prima di morire; ha gli stessi gusti, gli stessi desideri, le stesse avversioni di prima. Non ha però il corpo fisico per soddisfare i suoi desideri; il beone, ad esempio, desidererà ardentemente bere, ancor più di quando era in vita. Egli, non avendo lo stomaco, potrebbe entrare in un bar, penetrare nel corpo fisico di un beone e soddisfare, suo tramite, il suo pressante desiderio.
Il supplizio di Tantalo, intende appunto mostrare la situazione dei viziosi durante il purgatorio. Il supplizio termina quando il defunto comprende che non ha più alcuna possibilità di soddisfare i desideri carnali e supera i suoi vizi avanzando così nel cammino spirituale.
Se i suoi desideri fossero insaziabili, al punto da non poter resistere senza essere appagati, la sofferenza sarebbe davvero "infernale" anche se non vi fossero fiamme di sorta. Se la vita terrena è stata vissuta sobriamente il processo di purificazione viene terminato in breve tempo, sarà invece assai lungo se le brame ed i desideri sono stati forti ed incontrollati.
Il territorio di confine (1)
Il purgatorio occupa le tre regioni inferiori del Mondo astrale. Il Primo Cielo si trova nelle tre regioni superiori. La regione centrale è una specie di territorio di confine in cui si trovano coloro che sono stati onesti ed integri; che non hanno recato danno ad alcuno, ma che, durante la vita terrena, furono completamente presi dagli affari mondani e non si curarono affatto della vita superiore.
Per loro la vita nel Mondo astrale è una condizione di opprimente monotonia; in quel Mondo, infatti, non esistono gli "affari", e neppure qualcosa con la quale sostituirli. Fino a che non impara ad occuparsi di cose superiori agli affari mondani, il defunto vive un'esistenza molto dura. Qui si trovano coloro che quando rivolsero il pensiero al problema della vita conclusero che "con la morte finisce tutto", e quelli che negarono l'esistenza dei mondi sottili.
Il primo cielo o paradiso (1)
Terminato il purgatorio, il defunto passa nelle tre regioni superiori del Mondo astrale, dette anche "primo cielo". Qui egli ha il modo di osservare nuovamente il panorama della vita trascorsa, lo scopo è però diverso, si tratta ora di vedere il bene compiuto e di rallegrarsene. La Chiesa Cattolica definisce il tempo impiegato per svolgere questo lavoro di retrospezione come "paradiso". Il risultato che segue a tale lavoro è l'aver imparato ciò che si deve fare per alleggerire le miserie dei nostri simili.
Il terzo cielo (1)
Dopo il paradiso, detto anche "secondo cielo", lo spirito è pronto per entrare nel "terzo cielo". Qui le esperienze fatte nel purgatorio e nel paradiso vengono incorporate nel corpo causale che ne risulta arricchito e diventa più luminoso (vedi la lettera "La Luce dell'Anima" n. 17). Nel terzo cielo il defunto può concedersi un periodo di riposo, certamente meritato, ma che a lungo andare diventa monotono, egli inizierà perciò a desiderare di rinascere in un nuovo corpo con cui fare nuove esperienze.
Il desiderio di rinascere (1)
I libri dicono bene, la vita di ciascuno è il risultato del suo vivere passato;
gli errori compiuti portano tristezza e sventura le buone azioni generano
felicità.
Budda, poema tradizionale
Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima intelligenza(gli Angeli del Destino o Rettori del Karma) che l'aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.
Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si stà preparando.
Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.
estratto da: la luce dell'anima
Il corpo non è che il viaggio dell'anima. Si cambia d'abito nella tomba, il sepolcro è l'anticamera del cielo.
Victor Hugo
Quando arriva il momento di lasciare questo mondo terreno il corpo fisico non serve più, allora il doppio eterico e gli altri corpi sottili si ritirano dalla testa e lasciano le spoglie inanimate. I corpi sottili escono dal corpo fisico con un movimento a spirale, recando con loro le informazioni raccolte da un atomo speciale che risiedeva nel cuore.
Tutti gli eventi vissuti dall'individuo durante la vita ora finita, sono stati registrati in questo speciale atomo, detto "atomo permanente". E' un atomo che l'individuo ha portato con sé da millenni, esso, infatti, ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso della sua evoluzione. Siccome tale atomo servecome nucleo attorno al quale si costruirà il nuovo corpo fisico ad ogni incarnazione viene anche definito "atomo-seme".
Durante la vita terrena l'atomo-seme è localizzato nel ventricolo sinistro del cuore, vicino all'apice. Al momento della morte sale al cervello seguendo il nervo pneumogastrico e abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli sottili, passando tra le suture delle ossa parietali ed occipitali del cranio.
Anche se i corpi sottili hanno lasciato il corpo fisico, vi restano ancora collegati mediante un sottile cordone risplendente detto "funicella d'argento". Questa funicella resiste fintanto che viene raccolto tutto il panorama della vita trascorsa (circa tre giorni) e, solo nel preciso momento in cui si spezza, il corpo denso può veramente considerarsi un cadavere.
Per questo motivo si deve aver somma cura di non cremare o ferire il corpo del defunto, almeno fintanto che siano trascorsi tre giorni dalla morte. Siccome il doppio eterico ed i veicoli superiori sono ancora uniti al corpo fisico per mezzo della funicella d'argento, qualunque autopsia od altra lesione al corpo fisico, sarebbe in qualche modo risentita dal defunto.
Si dovrebbe assolutamente evitare la cremazione nei tre giorni successivi alla morte, perché tende a disintegrare il doppio eterico che dovrebbe mantenersi integro fintanto che il panorama della vita passata è stato registrato nel corpo astrale.
Il panorama della vita trascorsa (1)
Quando il defunto si libera dal corpo fisico, giunge per lui un momento della massima importanza. Non si insisterà mai troppo, facendo presente ai parenti di chi sta per morire che è una colpa grave, nei confronti del moribondo, il prorompere in rumorose espressioni di dolore. Infatti durante i tre giorni che seguono la morte il defunto è impegnato in una questione di suprema importanza: "la raccolta del filmino della sua vita", e l'accuratezza con cui può fare questo lavoro dipende dall'attenzione che vi può dedicare.
Un altra azione colpevole verso il morente è, inoltre, quella di somministrargli stimolanti che abbiano per effetto la forzatura del rientro dei corpi sottili nel corpo denso, fatto che provocherebbe un penoso choc.
Un trapasso naturale non crea sofferenza mentre è assai penoso l'essere trascinato indietro per sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati, hanno detto agli investigatori nei mondi invisibili, che in tal modo essi eranostati trattenuti in vita per delle inutile ore e sarebbero stati assai lieti se i parenti (e i medici, n.d.r.), li avessero lasciati morire in pace.
Molti defunti credono di essere ancora vivi
Sembra accertato che la grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla dello stato post-mortem, credono di essere ancora vivi e, per qualche tempo restano piuttosto perplessi per il pianto e le forti vibrazioni emotive da cui sono circondati.
Questo accade perché, durante il sonno, ognuno di noi lascia temporaneamente il corpo fisico (vedi lettera "La Luce dell'Anima" n. 14), pertanto il defunto si ritrova in una condizione conosciuta, con la sola differenza che alla fine del sonno la funicella d'argento gli permetteva di rientrare nel corpo e ora, essendosi spezzata, il rientro non è più possibile.
La letteratura esoterica, pullula di esempi e di testimonianze di persone che si sono trovate fuori dal loro corpo fisico. Vi è, per esempio, il caso di un medico che dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico ad opera di suoi colleghi; pochi secondi dopo l'anestesia, si è trovato improvvisamente in un angolo della sala operatoria da dove ha potuto seguire l'operazione.
Senza dubbio l'anestetico, iniettato, era troppo forte e quel medico ha corso il rischio di non poter più rientrare nel suo corpo fisico, per ringraziare e per congratularsi con i suoi amici, perchè il distacco totale del doppio eterico significa la morte del corpo fisico.
Il corpo eterico, generalmente, si disintegra dopo poche settimane o pochi mesi, nel frattempo aleggia sulle tombe ove i corpi fisici densi sono sepolti e le persone sensitive lo possono vedere.
Il purgatorio
Quando il corpo eterico si disintegra il defunto inizia a vivere nel Mondo astrale, utilizzando gli altri corpi sottili. Mentre permane nel Mondo astrale si dedica ad osservare il panorama della vita appena terminata e soffre per ogni sofferenza che gli altri hanno subito a causa sua.
Questa fase dura all'incirca un terzo degli anni vissuti nel corpo fisico e viene fatta a ritroso, ovvero dalla morte alla nascita; in questo modo si vede per primo il dolore arrecato e poi l'azione che lo causò. Questo esame è assai importante perché permette al defunto di rendersi conto di quanto male ha causato e, questa consapevolezza, sensibilizza la sua coscienza.
Va notato che quando uno spirito entra nel purgatorio, è esattamente lo stesso personaggio che era prima di morire; ha gli stessi gusti, gli stessi desideri, le stesse avversioni di prima. Non ha però il corpo fisico per soddisfare i suoi desideri; il beone, ad esempio, desidererà ardentemente bere, ancor più di quando era in vita. Egli, non avendo lo stomaco, potrebbe entrare in un bar, penetrare nel corpo fisico di un beone e soddisfare, suo tramite, il suo pressante desiderio.
Il supplizio di Tantalo, intende appunto mostrare la situazione dei viziosi durante il purgatorio. Il supplizio termina quando il defunto comprende che non ha più alcuna possibilità di soddisfare i desideri carnali e supera i suoi vizi avanzando così nel cammino spirituale.
Se i suoi desideri fossero insaziabili, al punto da non poter resistere senza essere appagati, la sofferenza sarebbe davvero "infernale" anche se non vi fossero fiamme di sorta. Se la vita terrena è stata vissuta sobriamente il processo di purificazione viene terminato in breve tempo, sarà invece assai lungo se le brame ed i desideri sono stati forti ed incontrollati.
Il territorio di confine (1)
Il purgatorio occupa le tre regioni inferiori del Mondo astrale. Il Primo Cielo si trova nelle tre regioni superiori. La regione centrale è una specie di territorio di confine in cui si trovano coloro che sono stati onesti ed integri; che non hanno recato danno ad alcuno, ma che, durante la vita terrena, furono completamente presi dagli affari mondani e non si curarono affatto della vita superiore.
Per loro la vita nel Mondo astrale è una condizione di opprimente monotonia; in quel Mondo, infatti, non esistono gli "affari", e neppure qualcosa con la quale sostituirli. Fino a che non impara ad occuparsi di cose superiori agli affari mondani, il defunto vive un'esistenza molto dura. Qui si trovano coloro che quando rivolsero il pensiero al problema della vita conclusero che "con la morte finisce tutto", e quelli che negarono l'esistenza dei mondi sottili.
Il primo cielo o paradiso (1)
Terminato il purgatorio, il defunto passa nelle tre regioni superiori del Mondo astrale, dette anche "primo cielo". Qui egli ha il modo di osservare nuovamente il panorama della vita trascorsa, lo scopo è però diverso, si tratta ora di vedere il bene compiuto e di rallegrarsene. La Chiesa Cattolica definisce il tempo impiegato per svolgere questo lavoro di retrospezione come "paradiso". Il risultato che segue a tale lavoro è l'aver imparato ciò che si deve fare per alleggerire le miserie dei nostri simili.
Il terzo cielo (1)
Dopo il paradiso, detto anche "secondo cielo", lo spirito è pronto per entrare nel "terzo cielo". Qui le esperienze fatte nel purgatorio e nel paradiso vengono incorporate nel corpo causale che ne risulta arricchito e diventa più luminoso (vedi la lettera "La Luce dell'Anima" n. 17). Nel terzo cielo il defunto può concedersi un periodo di riposo, certamente meritato, ma che a lungo andare diventa monotono, egli inizierà perciò a desiderare di rinascere in un nuovo corpo con cui fare nuove esperienze.
Il desiderio di rinascere (1)
I libri dicono bene, la vita di ciascuno è il risultato del suo vivere passato;
gli errori compiuti portano tristezza e sventura le buone azioni generano
felicità.
Budda, poema tradizionale
Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima intelligenza(gli Angeli del Destino o Rettori del Karma) che l'aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.
Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si stà preparando.
Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.
estratto da: la luce dell'anima
sabato 23 gennaio 2010
necessita' di luce
"Da tutti i punti di vista e in tutti i campi, la luce dev’essere al primo posto, poiché è impossibile orientarsi e lavorare nell’oscurità. È ciò che si è compreso per quanto riguarda il piano fisico: non appena cala la sera, si illuminano le strade e le case; quando ci si risveglia durante la notte, si accende la luce; se si deve uscire nell’oscurità, si prende una torcia elettrica, e quando c’è un guasto all’elettricità, si accendono delle candele.
Ma quando si tratta della condotta della vostra vita, che cosa fate? Decidete di cambiare situazione o paese, di lasciare la vostra famiglia, di intraprendere un lavoro, di sposarvi, di avere dei figli... Ma per tutto questo, non accendete alcuna lampada in voi stessi, non cercate la luce! Ecco perché continuate a urtare contro le persone e gli avvenimenti, a ferire voi stessi e gli altri. D’ora in poi, cercate prima di tutto la luce, chiedete la luce..."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
comprendere i vangeli
"Anche se ciò che è stato scritto nei Vangeli a proposito della nascita di Gesù non corrisponde alla realtà storica, è assolutamente vero dal punto di vista simbolico ed esoterico, ed è questo che è importante per noi. Quando il Cristo Bambino nasce nell’anima del discepolo, gli spiriti celesti si mettono al suo servizio, poiché quel bambino è il Bambino regale, e tutto il Cielo viene ad ammirarlo e a portargli ciò di cui ha bisogno.
Quello che conta non è se ci siano stati veramente una stella, degli angeli, dei pastori, una mangiatoia con un asino e un bue, poiché dal punto di vista simbolico tutto questo rimane vero.
Ogni volta che il Cristo nasce in un’anima, la stella è presente, gli angeli cantano e i Magi vengono ad inchinarsi e a portare dei doni."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Collana Omraam Mikhaël Aïvanhov
Quello che conta non è se ci siano stati veramente una stella, degli angeli, dei pastori, una mangiatoia con un asino e un bue, poiché dal punto di vista simbolico tutto questo rimane vero.
Ogni volta che il Cristo nasce in un’anima, la stella è presente, gli angeli cantano e i Magi vengono ad inchinarsi e a portare dei doni."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Collana Omraam Mikhaël Aïvanhov
inquisizione e tortura
Sette regole per "appendere" il sospettato
L'inquisitore e il vescovo possono sottoporre qualcuno alla tortura? In caso affermativo, a quali condizioni? Essi possono ricorrere alla tortura, conforme alle decretali di Clemente V (Concilio di Vienne), a condizione di deciderlo insieme. Non ci sono regole precise per determinare in quali casi si possa procedere alla tortura (Sospensione del condannato con funi e caduta con strappi di corda ). In mancanza di giurisprudenza precisa, ecco sette regole di riferimento.
1. Si tortura l'accusato che vacilla nelle risposte, affermando ora una cosa, ora il contrario, ma sempre negando i capi d'accusa più importanti. Si presume in questo caso che l'accusato nasconda la verità e che, pungolato dagli interrogatori, si contraddica. Se negasse una volta, poi confessasse e si pentisse, non sarebbe considerato un “vacillante” ma come “eretico penitente” e verrebbe condannato.
2. Sarà torturato il diffamato che abbia contro anche un solo testimone. Infatti la pubblica nomea più un testimone costituiscono insieme una mezza prova, cosa che non stupirà nessuno dal momento che una sola testimonianza vale già come un indizio. Si dirà testis unus, testis nullus? Ciò vale per la condanna, non per la presunzione. Una sola testimonianza a carico dunque basta. Tuttavia, ne convengo, la testimonianza di uno solo non avrebbe la stessa forza di un giudizio civile.
3. Il diffamato contro il quale si è riusciti ad accumulare uno o più indizi gravi deve essere torturato. La diffamazione più gli indizi bastano. Per i preti, basta la diffamazione (tuttavia si torturano solo i preti infami). In questo caso le condizioni sono sufficientemente numerose.
4. Sarà torturato colui contro il quale deporrà uno solo in materia di eresia e contro il quale si avranno inoltre indizi veementi o violenti.
5. Colui contro il quale peseranno più indizi veementi o violenti verrà torturato, anche se non si dispone di alcun testimone a carico.
6. A maggior ragione si torturerà colui il quale, simile al precedente, avrà in più contro di sé la deposizione di un testimone.
7. Colui contro il quale si ha solo diffamazione o un solo testimone o un solo indizio non verrà torturato: una di queste condizioni, da sola, non basta a giustificare la tortura.
Tratto da:
Fra Nicolau Eymerich, Manuale dell'Inquisitore. Ed. Piemme. Casale Monferrato, 1998
L'inquisitore e il vescovo possono sottoporre qualcuno alla tortura? In caso affermativo, a quali condizioni? Essi possono ricorrere alla tortura, conforme alle decretali di Clemente V (Concilio di Vienne), a condizione di deciderlo insieme. Non ci sono regole precise per determinare in quali casi si possa procedere alla tortura (Sospensione del condannato con funi e caduta con strappi di corda ). In mancanza di giurisprudenza precisa, ecco sette regole di riferimento.
1. Si tortura l'accusato che vacilla nelle risposte, affermando ora una cosa, ora il contrario, ma sempre negando i capi d'accusa più importanti. Si presume in questo caso che l'accusato nasconda la verità e che, pungolato dagli interrogatori, si contraddica. Se negasse una volta, poi confessasse e si pentisse, non sarebbe considerato un “vacillante” ma come “eretico penitente” e verrebbe condannato.
2. Sarà torturato il diffamato che abbia contro anche un solo testimone. Infatti la pubblica nomea più un testimone costituiscono insieme una mezza prova, cosa che non stupirà nessuno dal momento che una sola testimonianza vale già come un indizio. Si dirà testis unus, testis nullus? Ciò vale per la condanna, non per la presunzione. Una sola testimonianza a carico dunque basta. Tuttavia, ne convengo, la testimonianza di uno solo non avrebbe la stessa forza di un giudizio civile.
3. Il diffamato contro il quale si è riusciti ad accumulare uno o più indizi gravi deve essere torturato. La diffamazione più gli indizi bastano. Per i preti, basta la diffamazione (tuttavia si torturano solo i preti infami). In questo caso le condizioni sono sufficientemente numerose.
4. Sarà torturato colui contro il quale deporrà uno solo in materia di eresia e contro il quale si avranno inoltre indizi veementi o violenti.
5. Colui contro il quale peseranno più indizi veementi o violenti verrà torturato, anche se non si dispone di alcun testimone a carico.
6. A maggior ragione si torturerà colui il quale, simile al precedente, avrà in più contro di sé la deposizione di un testimone.
7. Colui contro il quale si ha solo diffamazione o un solo testimone o un solo indizio non verrà torturato: una di queste condizioni, da sola, non basta a giustificare la tortura.
Tratto da:
Fra Nicolau Eymerich, Manuale dell'Inquisitore. Ed. Piemme. Casale Monferrato, 1998
domenica 17 gennaio 2010
mente concreta (appunti)
Il corpo mentale inferiore o mente concreta (1)
Il corpo mentale inferiore, detto anche "mente concreta", è maggiormente visibile intorno alla testa ed opera nel mondo fisico attraverso la corteccia cerebrale ed il Sistema Nervoso Centrale. Le parti più antiche del cervello e del sistema nervoso in genere, sono invece gestite dal corpo astrale e dal corpo eterico che operano tramite il Sistema Nervoso Autonomo (simpatico e parasimpatico).
La maggior parte delle persone è incapace di separare l'uomo "vero" dalla mente, quindi per essi il Sé e la
mente sono la stessa cosa. Ciò è naturale, se non inevitabile, perché nello stadio attuale dell'evoluzione
l'umanità sta lavorando allo sviluppo della mente, quel genere di intelletto atto alla discriminazione, capace
di distinguere la differenza tra le varie cose. Pertanto "mente", secondo l'insegnamento dello Yoga orientale,
significa semplicemente "coscienza individualizzata"; una coscienza che si manifesta con i seguenti processi:
1. conoscenza degli oggetti, aspetto dell'intelligenza proprio del piano mentale,
2. desiderio di ottenere gli oggetti, aspetto del desiderio proprio del piano astrale,
3. sforzo per ottenere gli oggetti, aspetto dell'attività propria del piano fisico.
La mente concreta si è sviluppata con la necessità di dover risolvere i vari problemi della vita quotidiana. Se qualcuno, però, si impegna solo in questo tipo di attività mentale, ed accetta come "vero" solo ciò che è materialmente tangibile, potrà sviluppare la sua mente concreta, ma si limiterà perché non darà spazio a tutto ciò che è "veramente" vero, nobile, giusto e bello.
Utilizzando la mente concreta il nostro "Io" ha l'illusione di "ragionare" mentre, in effetti, fa' solo una
valutazione del diverso rapporto tra le varie cose; questa valutazione presume che le cose siano "reali",
mentre sono solo illusorie perché, in ultima analisi sono solo strutture energetiche di atomi ed elettroni.
Il corpo mentale inferiore, detto anche "mente concreta", è maggiormente visibile intorno alla testa ed opera nel mondo fisico attraverso la corteccia cerebrale ed il Sistema Nervoso Centrale. Le parti più antiche del cervello e del sistema nervoso in genere, sono invece gestite dal corpo astrale e dal corpo eterico che operano tramite il Sistema Nervoso Autonomo (simpatico e parasimpatico).
La maggior parte delle persone è incapace di separare l'uomo "vero" dalla mente, quindi per essi il Sé e la
mente sono la stessa cosa. Ciò è naturale, se non inevitabile, perché nello stadio attuale dell'evoluzione
l'umanità sta lavorando allo sviluppo della mente, quel genere di intelletto atto alla discriminazione, capace
di distinguere la differenza tra le varie cose. Pertanto "mente", secondo l'insegnamento dello Yoga orientale,
significa semplicemente "coscienza individualizzata"; una coscienza che si manifesta con i seguenti processi:
1. conoscenza degli oggetti, aspetto dell'intelligenza proprio del piano mentale,
2. desiderio di ottenere gli oggetti, aspetto del desiderio proprio del piano astrale,
3. sforzo per ottenere gli oggetti, aspetto dell'attività propria del piano fisico.
La mente concreta si è sviluppata con la necessità di dover risolvere i vari problemi della vita quotidiana. Se qualcuno, però, si impegna solo in questo tipo di attività mentale, ed accetta come "vero" solo ciò che è materialmente tangibile, potrà sviluppare la sua mente concreta, ma si limiterà perché non darà spazio a tutto ciò che è "veramente" vero, nobile, giusto e bello.
Utilizzando la mente concreta il nostro "Io" ha l'illusione di "ragionare" mentre, in effetti, fa' solo una
valutazione del diverso rapporto tra le varie cose; questa valutazione presume che le cose siano "reali",
mentre sono solo illusorie perché, in ultima analisi sono solo strutture energetiche di atomi ed elettroni.
venerdì 15 gennaio 2010
appunti
2. IL MONDO ASTRALE O MANAS INFERIORE (continua) (1)
Il termine "astrale" o "relativo alle stelle", venne usato in origine per descrivere i cieli e gli dèi del Mondo pagano. Poi la parola si è estesa nelle sue applicazioni e venne impiegata per indicare quella che potrebbe essere chiamata la "terra dei fantasmi" degli antichi popoli. Questa terra dei fantasmi si credeva abitata da esseri di natura eterea: non solo spiriti disincarnati ma anche esseri angelici di un ordine molto elevato...
Ognuno dei sensi fisici dell'uomo ha la sua controparte astrale che funziona sul piano astrale così come funzionano i sensi fisici sul piano materiale. Così ogni uomo ha il potere latente di vedere, udire, sentire, odorare e gustare anche sul piano astrale per mezzo dei suoi cinque sensi astrali...
Il corpo astrale circonda e compenetra il corpo fisico e sopravvive a quest'ultimo per un certo numero di anni. Tuttavia non è immortale e quando, infine, si disintegra, gli elementi che lo costituiscono vengono riassorbiti nella sostanza del mondo astrale.
Nei casi di chiaroveggenza, o visione astrale, l'investigatore rimane nel suo corpo fisico e percepisce naturalmente i fenomeni del piano astrale. Non è necessario per lui entrare in trance o in qualsiasi altro stato mentale anomalo... I ricercatori più evoluti possono lasciare temporaneamente il loro corpo fisico (che rimane in uno stato di sonno o trance), e ritirarsi nel corpo astrale con il quale possono visitare a volontà il Mondo astrale, anche in punti dello spazio molto lontani dal luogo in cui giace il loro corpo fisico.
Una delle cose più difficili a capirsi, è che il Mondo astrale è reale, abitato e solido come il Mondo materiale. Come il vapore è reale al pari dell'acqua o del ghiaccio, così l'astrale è reale al pari del Mondo della materia. Non è un grande corpo di materia compatta ma piuttosto l'aggregato di un infinito numero di particelle sottili strutturate in atomi a loro volta strutturati in molecole e in masse con una certa consistenza...
Lo spazio fra gli elettroni degli atomi della materia solida è grande: in proporzione, come lo spazio fra i pianeti del nostro sistema solare. Siccome ogni elettrone, atomo e molecola, sono in costante e intensa vibrazione, in realtà non vi è nulla di solido. Se avessimo una lente di ingrandimento di infinito potere, anche gli elettroni si scioglierebbero in un nulla vibrante... La vibrazione delle sostanze del Mondo astrale è più alta di quella del Mondo materiale.
Ma anche le vibrazioni astrali sono di molto più lente di quelle dei piani più alti. Per chi viaggi nel piano astrale, lo scenario e ogni altra cosa sembrano solidi, come lo sembrano, all'occhio fisico, le più solide sostanze...
Per dare un esempio di questa forma di viaggio, dirò che si può viaggiare, nell'astrale, da Berlino a Bombay solo desiderandolo o volendolo fare... Se si hanno le conoscenze e la capacità per farlo si possono attraversare tutti i sottopiani del Mondo astrale o soffermarsi su uno solo in particolare.
Il termine "astrale" o "relativo alle stelle", venne usato in origine per descrivere i cieli e gli dèi del Mondo pagano. Poi la parola si è estesa nelle sue applicazioni e venne impiegata per indicare quella che potrebbe essere chiamata la "terra dei fantasmi" degli antichi popoli. Questa terra dei fantasmi si credeva abitata da esseri di natura eterea: non solo spiriti disincarnati ma anche esseri angelici di un ordine molto elevato...
Ognuno dei sensi fisici dell'uomo ha la sua controparte astrale che funziona sul piano astrale così come funzionano i sensi fisici sul piano materiale. Così ogni uomo ha il potere latente di vedere, udire, sentire, odorare e gustare anche sul piano astrale per mezzo dei suoi cinque sensi astrali...
Il corpo astrale circonda e compenetra il corpo fisico e sopravvive a quest'ultimo per un certo numero di anni. Tuttavia non è immortale e quando, infine, si disintegra, gli elementi che lo costituiscono vengono riassorbiti nella sostanza del mondo astrale.
Nei casi di chiaroveggenza, o visione astrale, l'investigatore rimane nel suo corpo fisico e percepisce naturalmente i fenomeni del piano astrale. Non è necessario per lui entrare in trance o in qualsiasi altro stato mentale anomalo... I ricercatori più evoluti possono lasciare temporaneamente il loro corpo fisico (che rimane in uno stato di sonno o trance), e ritirarsi nel corpo astrale con il quale possono visitare a volontà il Mondo astrale, anche in punti dello spazio molto lontani dal luogo in cui giace il loro corpo fisico.
Una delle cose più difficili a capirsi, è che il Mondo astrale è reale, abitato e solido come il Mondo materiale. Come il vapore è reale al pari dell'acqua o del ghiaccio, così l'astrale è reale al pari del Mondo della materia. Non è un grande corpo di materia compatta ma piuttosto l'aggregato di un infinito numero di particelle sottili strutturate in atomi a loro volta strutturati in molecole e in masse con una certa consistenza...
Lo spazio fra gli elettroni degli atomi della materia solida è grande: in proporzione, come lo spazio fra i pianeti del nostro sistema solare. Siccome ogni elettrone, atomo e molecola, sono in costante e intensa vibrazione, in realtà non vi è nulla di solido. Se avessimo una lente di ingrandimento di infinito potere, anche gli elettroni si scioglierebbero in un nulla vibrante... La vibrazione delle sostanze del Mondo astrale è più alta di quella del Mondo materiale.
Ma anche le vibrazioni astrali sono di molto più lente di quelle dei piani più alti. Per chi viaggi nel piano astrale, lo scenario e ogni altra cosa sembrano solidi, come lo sembrano, all'occhio fisico, le più solide sostanze...
Per dare un esempio di questa forma di viaggio, dirò che si può viaggiare, nell'astrale, da Berlino a Bombay solo desiderandolo o volendolo fare... Se si hanno le conoscenze e la capacità per farlo si possono attraversare tutti i sottopiani del Mondo astrale o soffermarsi su uno solo in particolare.
sabato 2 gennaio 2010
...il tutto in breve(appunti)
Per giungere a una esatta comprensione dell'argomento è necessario iniziare dal principio, in modo da renderci conto che il fatto fondamentale dell'esistenza è la continuità della vita, l'azione non essendo che l'espressione di questa vita in manifestazione. Infatti, appena uno Spirito ha compiuto la sua prima azione ha, per se stesso, dato origine a una causa che produce il suo effetto; questa è una rigorosa necessità, dalla quale dipende l'equilibrio stesso dell'Universo. Se l'azione è fisica, cioè quella dello Spirito nel corpo fisico, la reazione deve necessariamente essere fisica. Ammesso ciò, ne consegue che noi dobbiamo reincarnarci a intervalli, poiché originiamo giornalmente in questo mondo fisico delle cause che non hanno e non possono avere la loro reazione immediata ed equivalente.
Per questo motivo, dal momento che non possiamo raccogliere ciò che abbiamo seminato in questo corpo, dovremo necessariamente ritornare in un nuovo corpo, senza di che la legge non sarebbe ottemperata. Se la Legge di Conseguenza è vera, le reincarnazioni periodiche divengono una necessità eminentemente logica. Che ce ne rendiamo conto o no, che ciò sia di nostro gradimento oppure no, poco importa: noi siamo posti in un cerchio di necessità e, in ragione delle nostre azioni passate, siamo costretti a ritornare per agire e reagire sino a che si sviluppi in noi un potere maggiore di quello di cui siamo attualmente dotati. Ciò che è questa forza il grande mistico Goethe indica con le parole: "D'ogni potere che incatena il mondo intero l'uomo si libera quando raggiunge l'autodominio."
E poiché "sapere è potere", è evidente che meglio noi comprenderemo il
funzionamento delle Leggi gemelle di Causa ed Effetto e della Reincarnazione, tanto più ci sarà facile trovare il cammino verso la liberazione e, ancor meglio, sapremo aiutare i nostri fratelli terreni.
tratto da :la trama del destino M.Heindel
Per questo motivo, dal momento che non possiamo raccogliere ciò che abbiamo seminato in questo corpo, dovremo necessariamente ritornare in un nuovo corpo, senza di che la legge non sarebbe ottemperata. Se la Legge di Conseguenza è vera, le reincarnazioni periodiche divengono una necessità eminentemente logica. Che ce ne rendiamo conto o no, che ciò sia di nostro gradimento oppure no, poco importa: noi siamo posti in un cerchio di necessità e, in ragione delle nostre azioni passate, siamo costretti a ritornare per agire e reagire sino a che si sviluppi in noi un potere maggiore di quello di cui siamo attualmente dotati. Ciò che è questa forza il grande mistico Goethe indica con le parole: "D'ogni potere che incatena il mondo intero l'uomo si libera quando raggiunge l'autodominio."
E poiché "sapere è potere", è evidente che meglio noi comprenderemo il
funzionamento delle Leggi gemelle di Causa ed Effetto e della Reincarnazione, tanto più ci sarà facile trovare il cammino verso la liberazione e, ancor meglio, sapremo aiutare i nostri fratelli terreni.
tratto da :la trama del destino M.Heindel
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