...Ricordati della « sua » raccomandazione: immaginare un piano tutto verde, come un prato senza alberi, senza particolari che turbino 1' uniformtia del verde; immagina di essere sommerso in un'immensita di vernice verde. Tu vuoi che tutte le carte di questo mazzo si dispongano in un certo ordine? Chiedilo mentalmente e poi immagina il verde; nel momento in cui tu "vedi" il verde, la trasformazione e avvenuta »....
....Una sera mi disse: « Quest'oggi mi ha dettato queste parole per te: "Non c'e successo senza lavoro, non c'e lavoro senza soferenza, non c'e soferenza senza verde" ». Un'altra volta Rol mi disse: « Voglio che tu erediti da me le mie facolta, e che se un giorno io non ci saro' piu, che "egli" trasmetta a te tutto cio' che trasmetterebbe ancora a me ».
estratto da: gusto per il mistero di Pitigrilli
martedì 9 febbraio 2010
lunedì 1 febbraio 2010
LA MORTE, UNA FASE DELL'EVOLUZIONE
La morte fisica (1)
Il corpo non è che il viaggio dell'anima. Si cambia d'abito nella tomba, il sepolcro è l'anticamera del cielo.
Victor Hugo
Quando arriva il momento di lasciare questo mondo terreno il corpo fisico non serve più, allora il doppio eterico e gli altri corpi sottili si ritirano dalla testa e lasciano le spoglie inanimate. I corpi sottili escono dal corpo fisico con un movimento a spirale, recando con loro le informazioni raccolte da un atomo speciale che risiedeva nel cuore.
Tutti gli eventi vissuti dall'individuo durante la vita ora finita, sono stati registrati in questo speciale atomo, detto "atomo permanente". E' un atomo che l'individuo ha portato con sé da millenni, esso, infatti, ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso della sua evoluzione. Siccome tale atomo servecome nucleo attorno al quale si costruirà il nuovo corpo fisico ad ogni incarnazione viene anche definito "atomo-seme".
Durante la vita terrena l'atomo-seme è localizzato nel ventricolo sinistro del cuore, vicino all'apice. Al momento della morte sale al cervello seguendo il nervo pneumogastrico e abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli sottili, passando tra le suture delle ossa parietali ed occipitali del cranio.
Anche se i corpi sottili hanno lasciato il corpo fisico, vi restano ancora collegati mediante un sottile cordone risplendente detto "funicella d'argento". Questa funicella resiste fintanto che viene raccolto tutto il panorama della vita trascorsa (circa tre giorni) e, solo nel preciso momento in cui si spezza, il corpo denso può veramente considerarsi un cadavere.
Per questo motivo si deve aver somma cura di non cremare o ferire il corpo del defunto, almeno fintanto che siano trascorsi tre giorni dalla morte. Siccome il doppio eterico ed i veicoli superiori sono ancora uniti al corpo fisico per mezzo della funicella d'argento, qualunque autopsia od altra lesione al corpo fisico, sarebbe in qualche modo risentita dal defunto.
Si dovrebbe assolutamente evitare la cremazione nei tre giorni successivi alla morte, perché tende a disintegrare il doppio eterico che dovrebbe mantenersi integro fintanto che il panorama della vita passata è stato registrato nel corpo astrale.
Il panorama della vita trascorsa (1)
Quando il defunto si libera dal corpo fisico, giunge per lui un momento della massima importanza. Non si insisterà mai troppo, facendo presente ai parenti di chi sta per morire che è una colpa grave, nei confronti del moribondo, il prorompere in rumorose espressioni di dolore. Infatti durante i tre giorni che seguono la morte il defunto è impegnato in una questione di suprema importanza: "la raccolta del filmino della sua vita", e l'accuratezza con cui può fare questo lavoro dipende dall'attenzione che vi può dedicare.
Un altra azione colpevole verso il morente è, inoltre, quella di somministrargli stimolanti che abbiano per effetto la forzatura del rientro dei corpi sottili nel corpo denso, fatto che provocherebbe un penoso choc.
Un trapasso naturale non crea sofferenza mentre è assai penoso l'essere trascinato indietro per sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati, hanno detto agli investigatori nei mondi invisibili, che in tal modo essi eranostati trattenuti in vita per delle inutile ore e sarebbero stati assai lieti se i parenti (e i medici, n.d.r.), li avessero lasciati morire in pace.
Molti defunti credono di essere ancora vivi
Sembra accertato che la grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla dello stato post-mortem, credono di essere ancora vivi e, per qualche tempo restano piuttosto perplessi per il pianto e le forti vibrazioni emotive da cui sono circondati.
Questo accade perché, durante il sonno, ognuno di noi lascia temporaneamente il corpo fisico (vedi lettera "La Luce dell'Anima" n. 14), pertanto il defunto si ritrova in una condizione conosciuta, con la sola differenza che alla fine del sonno la funicella d'argento gli permetteva di rientrare nel corpo e ora, essendosi spezzata, il rientro non è più possibile.
La letteratura esoterica, pullula di esempi e di testimonianze di persone che si sono trovate fuori dal loro corpo fisico. Vi è, per esempio, il caso di un medico che dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico ad opera di suoi colleghi; pochi secondi dopo l'anestesia, si è trovato improvvisamente in un angolo della sala operatoria da dove ha potuto seguire l'operazione.
Senza dubbio l'anestetico, iniettato, era troppo forte e quel medico ha corso il rischio di non poter più rientrare nel suo corpo fisico, per ringraziare e per congratularsi con i suoi amici, perchè il distacco totale del doppio eterico significa la morte del corpo fisico.
Il corpo eterico, generalmente, si disintegra dopo poche settimane o pochi mesi, nel frattempo aleggia sulle tombe ove i corpi fisici densi sono sepolti e le persone sensitive lo possono vedere.
Il purgatorio
Quando il corpo eterico si disintegra il defunto inizia a vivere nel Mondo astrale, utilizzando gli altri corpi sottili. Mentre permane nel Mondo astrale si dedica ad osservare il panorama della vita appena terminata e soffre per ogni sofferenza che gli altri hanno subito a causa sua.
Questa fase dura all'incirca un terzo degli anni vissuti nel corpo fisico e viene fatta a ritroso, ovvero dalla morte alla nascita; in questo modo si vede per primo il dolore arrecato e poi l'azione che lo causò. Questo esame è assai importante perché permette al defunto di rendersi conto di quanto male ha causato e, questa consapevolezza, sensibilizza la sua coscienza.
Va notato che quando uno spirito entra nel purgatorio, è esattamente lo stesso personaggio che era prima di morire; ha gli stessi gusti, gli stessi desideri, le stesse avversioni di prima. Non ha però il corpo fisico per soddisfare i suoi desideri; il beone, ad esempio, desidererà ardentemente bere, ancor più di quando era in vita. Egli, non avendo lo stomaco, potrebbe entrare in un bar, penetrare nel corpo fisico di un beone e soddisfare, suo tramite, il suo pressante desiderio.
Il supplizio di Tantalo, intende appunto mostrare la situazione dei viziosi durante il purgatorio. Il supplizio termina quando il defunto comprende che non ha più alcuna possibilità di soddisfare i desideri carnali e supera i suoi vizi avanzando così nel cammino spirituale.
Se i suoi desideri fossero insaziabili, al punto da non poter resistere senza essere appagati, la sofferenza sarebbe davvero "infernale" anche se non vi fossero fiamme di sorta. Se la vita terrena è stata vissuta sobriamente il processo di purificazione viene terminato in breve tempo, sarà invece assai lungo se le brame ed i desideri sono stati forti ed incontrollati.
Il territorio di confine (1)
Il purgatorio occupa le tre regioni inferiori del Mondo astrale. Il Primo Cielo si trova nelle tre regioni superiori. La regione centrale è una specie di territorio di confine in cui si trovano coloro che sono stati onesti ed integri; che non hanno recato danno ad alcuno, ma che, durante la vita terrena, furono completamente presi dagli affari mondani e non si curarono affatto della vita superiore.
Per loro la vita nel Mondo astrale è una condizione di opprimente monotonia; in quel Mondo, infatti, non esistono gli "affari", e neppure qualcosa con la quale sostituirli. Fino a che non impara ad occuparsi di cose superiori agli affari mondani, il defunto vive un'esistenza molto dura. Qui si trovano coloro che quando rivolsero il pensiero al problema della vita conclusero che "con la morte finisce tutto", e quelli che negarono l'esistenza dei mondi sottili.
Il primo cielo o paradiso (1)
Terminato il purgatorio, il defunto passa nelle tre regioni superiori del Mondo astrale, dette anche "primo cielo". Qui egli ha il modo di osservare nuovamente il panorama della vita trascorsa, lo scopo è però diverso, si tratta ora di vedere il bene compiuto e di rallegrarsene. La Chiesa Cattolica definisce il tempo impiegato per svolgere questo lavoro di retrospezione come "paradiso". Il risultato che segue a tale lavoro è l'aver imparato ciò che si deve fare per alleggerire le miserie dei nostri simili.
Il terzo cielo (1)
Dopo il paradiso, detto anche "secondo cielo", lo spirito è pronto per entrare nel "terzo cielo". Qui le esperienze fatte nel purgatorio e nel paradiso vengono incorporate nel corpo causale che ne risulta arricchito e diventa più luminoso (vedi la lettera "La Luce dell'Anima" n. 17). Nel terzo cielo il defunto può concedersi un periodo di riposo, certamente meritato, ma che a lungo andare diventa monotono, egli inizierà perciò a desiderare di rinascere in un nuovo corpo con cui fare nuove esperienze.
Il desiderio di rinascere (1)
I libri dicono bene, la vita di ciascuno è il risultato del suo vivere passato;
gli errori compiuti portano tristezza e sventura le buone azioni generano
felicità.
Budda, poema tradizionale
Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima intelligenza(gli Angeli del Destino o Rettori del Karma) che l'aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.
Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si stà preparando.
Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.
estratto da: la luce dell'anima
Il corpo non è che il viaggio dell'anima. Si cambia d'abito nella tomba, il sepolcro è l'anticamera del cielo.
Victor Hugo
Quando arriva il momento di lasciare questo mondo terreno il corpo fisico non serve più, allora il doppio eterico e gli altri corpi sottili si ritirano dalla testa e lasciano le spoglie inanimate. I corpi sottili escono dal corpo fisico con un movimento a spirale, recando con loro le informazioni raccolte da un atomo speciale che risiedeva nel cuore.
Tutti gli eventi vissuti dall'individuo durante la vita ora finita, sono stati registrati in questo speciale atomo, detto "atomo permanente". E' un atomo che l'individuo ha portato con sé da millenni, esso, infatti, ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso della sua evoluzione. Siccome tale atomo servecome nucleo attorno al quale si costruirà il nuovo corpo fisico ad ogni incarnazione viene anche definito "atomo-seme".
Durante la vita terrena l'atomo-seme è localizzato nel ventricolo sinistro del cuore, vicino all'apice. Al momento della morte sale al cervello seguendo il nervo pneumogastrico e abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli sottili, passando tra le suture delle ossa parietali ed occipitali del cranio.
Anche se i corpi sottili hanno lasciato il corpo fisico, vi restano ancora collegati mediante un sottile cordone risplendente detto "funicella d'argento". Questa funicella resiste fintanto che viene raccolto tutto il panorama della vita trascorsa (circa tre giorni) e, solo nel preciso momento in cui si spezza, il corpo denso può veramente considerarsi un cadavere.
Per questo motivo si deve aver somma cura di non cremare o ferire il corpo del defunto, almeno fintanto che siano trascorsi tre giorni dalla morte. Siccome il doppio eterico ed i veicoli superiori sono ancora uniti al corpo fisico per mezzo della funicella d'argento, qualunque autopsia od altra lesione al corpo fisico, sarebbe in qualche modo risentita dal defunto.
Si dovrebbe assolutamente evitare la cremazione nei tre giorni successivi alla morte, perché tende a disintegrare il doppio eterico che dovrebbe mantenersi integro fintanto che il panorama della vita passata è stato registrato nel corpo astrale.
Il panorama della vita trascorsa (1)
Quando il defunto si libera dal corpo fisico, giunge per lui un momento della massima importanza. Non si insisterà mai troppo, facendo presente ai parenti di chi sta per morire che è una colpa grave, nei confronti del moribondo, il prorompere in rumorose espressioni di dolore. Infatti durante i tre giorni che seguono la morte il defunto è impegnato in una questione di suprema importanza: "la raccolta del filmino della sua vita", e l'accuratezza con cui può fare questo lavoro dipende dall'attenzione che vi può dedicare.
Un altra azione colpevole verso il morente è, inoltre, quella di somministrargli stimolanti che abbiano per effetto la forzatura del rientro dei corpi sottili nel corpo denso, fatto che provocherebbe un penoso choc.
Un trapasso naturale non crea sofferenza mentre è assai penoso l'essere trascinato indietro per sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati, hanno detto agli investigatori nei mondi invisibili, che in tal modo essi eranostati trattenuti in vita per delle inutile ore e sarebbero stati assai lieti se i parenti (e i medici, n.d.r.), li avessero lasciati morire in pace.
Molti defunti credono di essere ancora vivi
Sembra accertato che la grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla dello stato post-mortem, credono di essere ancora vivi e, per qualche tempo restano piuttosto perplessi per il pianto e le forti vibrazioni emotive da cui sono circondati.
Questo accade perché, durante il sonno, ognuno di noi lascia temporaneamente il corpo fisico (vedi lettera "La Luce dell'Anima" n. 14), pertanto il defunto si ritrova in una condizione conosciuta, con la sola differenza che alla fine del sonno la funicella d'argento gli permetteva di rientrare nel corpo e ora, essendosi spezzata, il rientro non è più possibile.
La letteratura esoterica, pullula di esempi e di testimonianze di persone che si sono trovate fuori dal loro corpo fisico. Vi è, per esempio, il caso di un medico che dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico ad opera di suoi colleghi; pochi secondi dopo l'anestesia, si è trovato improvvisamente in un angolo della sala operatoria da dove ha potuto seguire l'operazione.
Senza dubbio l'anestetico, iniettato, era troppo forte e quel medico ha corso il rischio di non poter più rientrare nel suo corpo fisico, per ringraziare e per congratularsi con i suoi amici, perchè il distacco totale del doppio eterico significa la morte del corpo fisico.
Il corpo eterico, generalmente, si disintegra dopo poche settimane o pochi mesi, nel frattempo aleggia sulle tombe ove i corpi fisici densi sono sepolti e le persone sensitive lo possono vedere.
Il purgatorio
Quando il corpo eterico si disintegra il defunto inizia a vivere nel Mondo astrale, utilizzando gli altri corpi sottili. Mentre permane nel Mondo astrale si dedica ad osservare il panorama della vita appena terminata e soffre per ogni sofferenza che gli altri hanno subito a causa sua.
Questa fase dura all'incirca un terzo degli anni vissuti nel corpo fisico e viene fatta a ritroso, ovvero dalla morte alla nascita; in questo modo si vede per primo il dolore arrecato e poi l'azione che lo causò. Questo esame è assai importante perché permette al defunto di rendersi conto di quanto male ha causato e, questa consapevolezza, sensibilizza la sua coscienza.
Va notato che quando uno spirito entra nel purgatorio, è esattamente lo stesso personaggio che era prima di morire; ha gli stessi gusti, gli stessi desideri, le stesse avversioni di prima. Non ha però il corpo fisico per soddisfare i suoi desideri; il beone, ad esempio, desidererà ardentemente bere, ancor più di quando era in vita. Egli, non avendo lo stomaco, potrebbe entrare in un bar, penetrare nel corpo fisico di un beone e soddisfare, suo tramite, il suo pressante desiderio.
Il supplizio di Tantalo, intende appunto mostrare la situazione dei viziosi durante il purgatorio. Il supplizio termina quando il defunto comprende che non ha più alcuna possibilità di soddisfare i desideri carnali e supera i suoi vizi avanzando così nel cammino spirituale.
Se i suoi desideri fossero insaziabili, al punto da non poter resistere senza essere appagati, la sofferenza sarebbe davvero "infernale" anche se non vi fossero fiamme di sorta. Se la vita terrena è stata vissuta sobriamente il processo di purificazione viene terminato in breve tempo, sarà invece assai lungo se le brame ed i desideri sono stati forti ed incontrollati.
Il territorio di confine (1)
Il purgatorio occupa le tre regioni inferiori del Mondo astrale. Il Primo Cielo si trova nelle tre regioni superiori. La regione centrale è una specie di territorio di confine in cui si trovano coloro che sono stati onesti ed integri; che non hanno recato danno ad alcuno, ma che, durante la vita terrena, furono completamente presi dagli affari mondani e non si curarono affatto della vita superiore.
Per loro la vita nel Mondo astrale è una condizione di opprimente monotonia; in quel Mondo, infatti, non esistono gli "affari", e neppure qualcosa con la quale sostituirli. Fino a che non impara ad occuparsi di cose superiori agli affari mondani, il defunto vive un'esistenza molto dura. Qui si trovano coloro che quando rivolsero il pensiero al problema della vita conclusero che "con la morte finisce tutto", e quelli che negarono l'esistenza dei mondi sottili.
Il primo cielo o paradiso (1)
Terminato il purgatorio, il defunto passa nelle tre regioni superiori del Mondo astrale, dette anche "primo cielo". Qui egli ha il modo di osservare nuovamente il panorama della vita trascorsa, lo scopo è però diverso, si tratta ora di vedere il bene compiuto e di rallegrarsene. La Chiesa Cattolica definisce il tempo impiegato per svolgere questo lavoro di retrospezione come "paradiso". Il risultato che segue a tale lavoro è l'aver imparato ciò che si deve fare per alleggerire le miserie dei nostri simili.
Il terzo cielo (1)
Dopo il paradiso, detto anche "secondo cielo", lo spirito è pronto per entrare nel "terzo cielo". Qui le esperienze fatte nel purgatorio e nel paradiso vengono incorporate nel corpo causale che ne risulta arricchito e diventa più luminoso (vedi la lettera "La Luce dell'Anima" n. 17). Nel terzo cielo il defunto può concedersi un periodo di riposo, certamente meritato, ma che a lungo andare diventa monotono, egli inizierà perciò a desiderare di rinascere in un nuovo corpo con cui fare nuove esperienze.
Il desiderio di rinascere (1)
I libri dicono bene, la vita di ciascuno è il risultato del suo vivere passato;
gli errori compiuti portano tristezza e sventura le buone azioni generano
felicità.
Budda, poema tradizionale
Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima intelligenza(gli Angeli del Destino o Rettori del Karma) che l'aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.
Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si stà preparando.
Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.
estratto da: la luce dell'anima
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