mercoledì 31 marzo 2010

appunti

... "L’agnello è un’immaginazione che indica l’Essere dell’amore il quale ama talmente il mondo visibile, ama talmente l’umanità scesa nella materia, che viene a redimerli proprio inserendosi nel mondo della morte con le forze della resurrezione.
«Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che solleva e prende su di sé il karma del cosmo», ecco colui che riassume nel suo amore tutto il passato dell’umanità e lo volge alla libertà, inaugurando la seconda metà dell’evoluzione; ecco colui che soltanto voi, pochi, avete visto immaginativamente durante il battesimo. Questo viene detto nel vangelo di Giovanni (1, 29) che orienta l’ottica umana di Matteo, ancora volta al serpente, verso il futuro.

pa lett.eso.Vangeli

lunedì 29 marzo 2010

appunti

La caduta nella materia, o peccato originale, è il presupposto evolutivo per l’individuazione degli esseri umani: è il distacco dalla comunanza
indistinta e beatificante, matrice primigenia di una umanità ancora effusa nel grembo divino, per conquistare l’individualità, dapprima egoica ed
egoistica, poi libera e amante: «Materia principium individuationis» diceva ancora Tommaso, sulla via conoscitiva tracciata da Aristotele.
L’entrare nella materia ha provocato nell’uomo, durante i millenni d’evoluzione, un graduale e sempre più potente oscuramento della coscienza
istintiva che, per rivelazione diretta divina, gli ispirava la consapevolezza di appartenere al mondo divino. Questo processo di graduale e
sempre più forte inserimento nella materia è andato a tutto vantaggio del nascere di una coscienza desta al percepibile, cruna dell’ago necessaria
per la conquista della libertà.

tratto da p.a. letture esoteriche Vangeli

appunti

L’elemento vero e proprio del peccato8, cioè dell’egoismo, non si riferisce al fatto biologico che il seme maschile penetri nell’ovulo femminile, ma si riferisce alle brame, alla concupiscenza che accompagna l’atto sessuale per il fatto stesso che è compiuto nella coscienza desta. E la somma d’egoismo oggi è tale che in questo massimo soddisfacimento delle brame opera nei genitori la volontà incarnatoria dell’individualità spirituale del figlio: altrimenti credo proprio che l’umanità si sarebbe estinta da un bel pezzo!

tratto da p.a. lettura esoterica Vangeli

giovedì 18 marzo 2010

cacciare i demoni!!

1. Il fenomeno di malattia specifico del corpo astrale è quello del possedimento dell’essere umano da parte dei demoni. La cacciata dei demoni è uno dei tratti fondamentali dell’operare del Cristo nei vangeli.

Una semplicissima riflessione va premessa: se riteniamo che la possessione sia un fenomeno che oggi non ci riguardi più, ebbene, questo convincimento è un altro dei segni del nostro essere ammalati. Le forme di possessione oggi sono infinitamente più svariate e intense di allora, anche perché le potenzialità di libertà sono diventate infinitamente maggiori. Quando in me pensano l’opinione pubblica, la stampa, le immagini della televisione, il partito, ecc., io sono un vero e proprio posseduto, vivo in una forma assoluta e tecnica di possedimento: i pensieri possiedono me, e manca in me la signoria dell’Io.
Pensate quando un essere umano entra in un negozio: dove si rivolgono i suoi occhi, dove si posano le sue mani, cosa egli desidera e perché lo desidera, cosa compra...; è in grado, quest’uomo, di dire che tutte le decisioni sono assolutamente sue, libere, coscienti, pensate e ben volute? Il più delle volte abbiamo un posseduto che passa per questo negozio, e posseduto in modo sommo!
«Poi scese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: - Basta! Che abbiamo a che fare con te Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio! -. Gesù gli intimò: - Taci, esci da costui! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male» (Lc 4, 31-35). La terapia per la malattia del corpo astrale è la purificazione, cioè la liberazione dagli impulsi molteplici che hanno sull’uomo effetto di cogenza: quando il Cristo scaccia i demoni dal corpo astrale umano, dice loro: - Via! non è qui il vostro posto! Nell’anima umana deve essere l’uomo stesso a comandare, non voi! -44.

Tratto da: Lettura Esoterica dei Vangeli, di Pietro Archiati

martedì 16 marzo 2010

Malattia...

L’impulso terapeutico espresso nei vangeli alla svolta dei tempi è sempre stato chiamato l’evento di redenzione dell’umanità. Queste parole della tradizione vanno riprese in senso scientifico-spirituale: redimere l’umanità significa curarne la grande malattia. La malattia è la caduta, che le conoscenze spirituali più profonde hanno sempre compreso come un processo di ammalamento. La redenzione è il risanamento.
L’essere umano non è sano automaticamente perché, se lo fosse, non sarebbe libero. E’ parte intrinseca ed essenziale della realtà della libertà che la nostra salute - la salute in quanto armonia dell’essere, in quanto pienezza dell’essere - non sia un dato di natura, non sia un fatto di determinismo e necessità, ma venga offerta sempre di nuovo, come possibile conquista della libertà.
I minerali, le piante, gli animali sono necessariamente in consonanza con la natura stessa perché ne sono determinati, e non possono esprimere altro che armonia. L’uomo, l’essere della libertà, trova il suo posto giusto e armonico soltanto per libertà: è dunque sempre esposto, nella sua evoluzione, a perdere il luogo e il tempo dell’essere suo. E questa è la malattia.
I vangeli guardano al processo di guarigione dalla prospettiva più vasta che ci sia, quella che offre tutti gli impulsi dei quali l’essere umano può avvalersi per diventare, di volta in volta, sano. In fondo, il grande problema delle malattie e della terapia nel nostro tempo è proprio la mancanza di prospettive universali. In questa epoca di meccanicismo e di frammentazione ci si è abituati a trattare anche il corpo fisico come un meccanismo, non se ne vede più il principio unificante, ma soltanto le parti e le sezioni sconnesse.
La differenza fondamentale tra organismo e meccanismo è che l’organismo è costituito di membra mentre il meccanismo consta di parti, di pezzi. Le parti sono talmente estrinseche l’una all’altra che possono venire sostituite senza che il meccanismo si alteri. Invece l’organismo è unitario, il principio vitale pulsa unico in tutte le membra, e dunque non è un pensiero veritiero quello che, per esempio, vede nel trapianto di organi l’applicabilità nel corpo umano dello stesso principio valevole per l’automobile.
I vangeli ci riportano ai fenomeni globali, sintetici e organici della terapia ponendo la premessa di base che la vera salute non è mai quella che c’è, ma è sempre quella che si conquista; che l’anelito vero dell’essere umano non consiste nell’essere già in partenza sano ma nel diventare sempre nuovamente e diversamente sano e che quindi la grande tentazione, la malattia prima, è quella di pretendere una condizione di salute già data per scontata42.
Se un essere umano fosse già di per sé sano non avrebbe nulla da fare e la libertà non avrebbe nessun compito.
L’esercizio della libertà consiste sempre nel superare una disarmonia - di cui la manifestazione corporea,
evidentemente, è soltanto l’ultimo livello - per rimettersi sempre nuovamente in sintonia col mondo degli esseri e delle cose.
L’egoismo, la pigrizia, l’inerzia interiore ci traggono in inganno e ci fanno pensare che sarebbe meglio
che nel mondo non ci fosse nessun tipo di sofferenza: ma questo atteggiamento dimostra solo che abbiamo paura della libertà. Essere già in partenza costantemente sani significherebbe vivere di rendita, significherebbe perpetuare uno stato già conquistato: invece la realtà, che ci viene incontro dal futuro, è sempre diversa e se noi la affrontiamo con la stessa compagine interiore ed esteriore che avevamo due ore prima siamo ammalati, perché entreremo in conflitto con questa realtà.
La malattia è dunque la ribellione della natura spirituale umana contro la tendenza all’inerzia dell’io inferiore, mutuata dall’inserimento nella gravità della materia: la vera salute è allora la capacità di trasformazione continua; interiore, per rendersi sempre innovativamente consoni alla situazione karmica cosmica che di giorno in giorno ci interpella in modi sempre inconsueti.
La vera salute non è mai statica, è dinamica: la salute è versatilità interiore, è creatività, è la capacità artistica di
orientarci secondo un pensare, un sentire e un volere sempre rinnovati, che sono poi il segno più bello di un autentico interesse alla vita.

Tratto da: lettura esoterica dei Vangeli, di Pietro Archiati

venerdì 12 marzo 2010

martedì 9 marzo 2010

nascere (appunti)

La caduta nella materia, o peccato originale, è il presupposto evolutivo per l’individuazione degli esseri umani: è il distacco dalla comunanza
indistinta e beatificante, matrice primigenia di una umanità ancora effusa nel grembo divino, per conquistare l’individualità, dapprima egoica ed
egoistica, poi libera e amante: «Materia principium individuationis» diceva ancora Tommaso, sulla via conoscitiva tracciata da Aristotele.
L’entrare nella materia ha provocato nell’uomo, durante i millenni d’evoluzione, un graduale e sempre più potente oscuramento della coscienza
istintiva che, per rivelazione diretta divina, gli ispirava la consapevolezza di appartenere al mondo divino. Questo processo di graduale e
sempre più forte inserimento nella materia è andato a tutto vantaggio del nascere di una coscienza desta al percepibile, cruna dell’ago necessaria
per la conquista della libertà.