Il resto della storia la conoscete perché ne ho parlato all’inizio.
Ma cosa vi era di tanto pericoloso in quel papiro, un documento all’apparenza innocuo, tale comunque da scatenare un così grande sterminio di esseri umani?
Come già ricordato, non ho potuto leggerlo e studiarlo in profondità per le circostanze di cui ho già fatto menzione, ad ogni modo sono in grado di farne quanto meno un sunto.
Nel papiro, come recita il titolo, era esposta in maniera quanto mai limpida, redatta da Gesù Cristo in persona, la sua vera inaudita misteriosa divina dottrina, sia quella attinente alle questioni metafisico-teologiche e sia l’altra riguardante gli aspetti psicologici-salvifici. Non a caso, Gesù, che la dedica al suo amato discepolo Giovanni, la divide appunto in due sezioni.
Sia la prima che la seconda divinità si circondarono fin dall’eternità di un’infinita schiera di adoratori, i Démoni per il Male e gli Angeli per il Bene.
Ma il Principio delle Tenebre, sopraffatto ad un certo punto dall’invidia e dall’odio nel vedere la Beatitudine e la Calma regnare Sovrane nel campo avverso, decise improvvisamente di muovere battaglia al suo antagonista e presentandosi sotto mentite spoglie nella veste di messaggero angelico dei voleri del Principio di Luce, con l’arte dell’astuzia e della lusinga riuscì a corrompere e allontanare dalla Verità la quasi totalità delle schiere angeliche, scagliandole quindi con furente ira nella prigione del mondo che nel frattempo aveva creato, affidando poi il governo della commistione posta in essere ai suoi démoni, con l’ordine draconiano di vigilare attentamente affinché nessuno degli angeli imprigionati (che in ultima analisi sarebbero le nostre stesse anime) potesse far ritorno nel Reame del suo oppositore.
A tale scopo, appunto per rendere eterno e incontrovertibile il dato di fatto della
carcerazione, il Maligno architettò il più mostruoso e vergognoso stratagemma adatto all’uopo e cioè la concupiscenza, la lussuria e in definitiva l’istinto sessuale procreativo, attraverso cui venne assicurata la trasmigrazione incessante ed eterna delle anime all’interno del ciclo infernale della Materia, tentazione, questa del sesso, che in sostanza è da intendersi come la chiave di volta dell’intera struttura demoniaca dell’Universo.
Con questo e con altri terribili sotterfugi, le anime, già duramente colpite, degradate e insozzate nella loro entità e dignità, perdettero via via il ricordo delle loro origini spirituali fin quasi a diventare una sola cosa con la materia.
Ma il Principio della Luce scoprì ben presto l’inganno e cercò di reagire al danno arrecatogli, irrompendo coraggiosamente nel regno delle Tenebre ed ingaggiando col Diavolo e i suoi démoni una furibonda guerra spirituale che dura e durerà fin quando non sarà sanato il torto subìto.
A tal fine, memore della maestria diabolica con la quale il suo Nemico era riuscito con apparente facilità a corrompere i suoi angeli (creati forse troppo deboli per resistere all’assalto delle Tenebre), sostituì premurosamente le schiere dei suoi
precedenti adoratori con esseri spirituali ben più potenti e resistenti, i cosiddetti Arcangeli, dando in special modo al più importante di essi, appunto Lui, Gesù Cristo, l’ordine perentorio di distruggere dalle fondamenta il mondo creato dal Demonio e quindi di liberare con ogni mezzo le anime condannate crudelmente nel pozzo buio della vita materiale.
Chiarito il mistero della creazione e della sua propria origine divina, Gesù passa quindi ad indicare i punti fondamentali del suo messaggio salvifico, teso a mostrare all’uomo l’unico piano di salvezza e di fuoriuscita dalle catene del mondo.
Per prima cosa scrive che la strada che conduce alla liberazione è assai impervia e irta di ostacoli, causa il lordume immondo accumulato dalle anime in conseguenza della loro forzata ma adesso anche condiscendente e aquiescente permanenza nel dominio del Diavolo.
Per scrollarci di dosso tale lordume, il primo passo da compiere da parte dell’uomo inteso quale anima è quello di rendersi conto fin nelle più profonde regioni del suo essere che la vita così com’è è un inferno e che in conseguenza di questa presa di coscienza di carattere teorico-intellettuale, da raggiungere con la massima concentrazione spirituale, si deve poi passare, con implacabile volontà decisionista, ad un’azione dirompente, scardinante e del tutto incondizionata dalle lusinghe materiali, tale da annientare alla radice con atti pratici e spietati l’impianto su cui si regge la creazione voluta dal Demonio.
Persino la propria morte volontaria, ottenuta e ricercata all’interno di un ardimentoso programma di smantellamento del creato, sarebbe la benvenuta, poiché rappresenterebbe il suggello cruciale della nostra vittoria definitiva sul Diavolo e le sue orribili tentazioni. Il mondo, così com’è, in sostanza, deve esere distrutto senza pietà, solo così le anime in esso imprigionate possono far ritorno alla loro sede primigenia. Anche Gesù, che non a caso dichiara di non essere di questo mondo, in definitiva si è fatto immolare proprio allo scopo di dimostrare l’estrema assurdità e malvagità di questo tipo di esistenza diabolica radicalmente da cancellare. Ma questa cancellazione non potrà mai realizzarsi se prima non si abbatte il triplice mortifero pilastro che tiene in piedi la sanguinosa tragedia della vita: la concupiscenza, la lussuria e l’istinto sessuale procreativo. È proprio infatti grazie a questa sorta di eterna demoniaca maledizione se la vita così com’è si perpetua nella sua costante luttuosità fatta di disperazione, sofferenze e morte a non finire.
Il sesso deve essere condannato in maniera feroce e irrevocabile. Ma chi riuscirà nell’impresa?
Pochi, Egli dichiara infatti che molti sono i chiamati ma pochi gli eletti. Lo scontro col mondo deve essere quindi totale e radicale. Egli è venuto a portare la spada e il fuoco mediante cui sdradicare l’attaccamento alla materia e al suo diabolico creatore.
Nel papiro erano contenute tali altre spaventose rivelazioni che non ho neppure il coraggio di riportare, dico solo che alla fine di quella lettura fugace il concetto principale che ne veniva fuori era una negazione del mondo tanto completa da far venire i brividi.
Distruzione del mondo attraverso l’immolazione della propria vita, cancellazione dei propri istinti sessuali, annientamento di tutte le pulsioni negative del nostro essere, condanna senza appello di ogni attaccamento ai beni materiali, rifiuto netto di ogni volontà di sopravvivenza che sia fine a sé stessa: questi erano i capisaldi dottrinali indicati da Gesù per sfuggire del tutto e definitivamente dalla nostra prigione esistenziale, un concezione, come ben si può vedere, nettamente agli antipodi delle idee salvifiche che la Chiesa ci ha sempre insegnate essere proprie del messaggio di Cristo.
Ora finalmente capisco perché i catari praticano la cosiddetta Endura, una sorta di suicidio volontario come atto estremo di ribellione al mondo e alla vita.
Ora capisco perché questi supposti eretici vengono perseguitati con tanta sanguinosa ferocia.
Il mondo è di Satana e deve restare di Satana, non potendo Questi mai accettare che il suo Regno malefico finisca nella polvere come merita.
Per questo ha chiuso gli occhi alla Chiesa e ai crociati, affinché lo spirito demoniaco prevalga e venga annientata ogni opposizione alla sua terrificante dittatura.
Ora capisco, ho capito, i catari hanno ragione.
Ma cosa vi era di tanto pericoloso in quel papiro, un documento all’apparenza innocuo, tale comunque da scatenare un così grande sterminio di esseri umani?
Come già ricordato, non ho potuto leggerlo e studiarlo in profondità per le circostanze di cui ho già fatto menzione, ad ogni modo sono in grado di farne quanto meno un sunto.
Nel papiro, come recita il titolo, era esposta in maniera quanto mai limpida, redatta da Gesù Cristo in persona, la sua vera inaudita misteriosa divina dottrina, sia quella attinente alle questioni metafisico-teologiche e sia l’altra riguardante gli aspetti psicologici-salvifici. Non a caso, Gesù, che la dedica al suo amato discepolo Giovanni, la divide appunto in due sezioni.
Per quanto riguarda la prima, Egli avvia la sua inusitata rivelazione sostenendo che fin da prima della fondazione del Tempo esistevano e sempre esisteranno, ognuna nella Propria Sfera di Competenza, in una sorta di delicato equilibrio, Due Divinità egualmente Eterne, Onniscenti e Onnipotenti, il Principio della Luce e della Verità incarnato da Suo Padre e Quello delle Tenebre e della Menzogna rappresentato dal Diavolo, l’Uno votato al Bene e alla Pace e l’Altro invece al Male e alla Guerra.
Sia la prima che la seconda divinità si circondarono fin dall’eternità di un’infinita schiera di adoratori, i Démoni per il Male e gli Angeli per il Bene.
Ma il Principio delle Tenebre, sopraffatto ad un certo punto dall’invidia e dall’odio nel vedere la Beatitudine e la Calma regnare Sovrane nel campo avverso, decise improvvisamente di muovere battaglia al suo antagonista e presentandosi sotto mentite spoglie nella veste di messaggero angelico dei voleri del Principio di Luce, con l’arte dell’astuzia e della lusinga riuscì a corrompere e allontanare dalla Verità la quasi totalità delle schiere angeliche, scagliandole quindi con furente ira nella prigione del mondo che nel frattempo aveva creato, affidando poi il governo della commistione posta in essere ai suoi démoni, con l’ordine draconiano di vigilare attentamente affinché nessuno degli angeli imprigionati (che in ultima analisi sarebbero le nostre stesse anime) potesse far ritorno nel Reame del suo oppositore.
A tale scopo, appunto per rendere eterno e incontrovertibile il dato di fatto della
carcerazione, il Maligno architettò il più mostruoso e vergognoso stratagemma adatto all’uopo e cioè la concupiscenza, la lussuria e in definitiva l’istinto sessuale procreativo, attraverso cui venne assicurata la trasmigrazione incessante ed eterna delle anime all’interno del ciclo infernale della Materia, tentazione, questa del sesso, che in sostanza è da intendersi come la chiave di volta dell’intera struttura demoniaca dell’Universo.
Con questo e con altri terribili sotterfugi, le anime, già duramente colpite, degradate e insozzate nella loro entità e dignità, perdettero via via il ricordo delle loro origini spirituali fin quasi a diventare una sola cosa con la materia.
Ma il Principio della Luce scoprì ben presto l’inganno e cercò di reagire al danno arrecatogli, irrompendo coraggiosamente nel regno delle Tenebre ed ingaggiando col Diavolo e i suoi démoni una furibonda guerra spirituale che dura e durerà fin quando non sarà sanato il torto subìto.
A tal fine, memore della maestria diabolica con la quale il suo Nemico era riuscito con apparente facilità a corrompere i suoi angeli (creati forse troppo deboli per resistere all’assalto delle Tenebre), sostituì premurosamente le schiere dei suoi
precedenti adoratori con esseri spirituali ben più potenti e resistenti, i cosiddetti Arcangeli, dando in special modo al più importante di essi, appunto Lui, Gesù Cristo, l’ordine perentorio di distruggere dalle fondamenta il mondo creato dal Demonio e quindi di liberare con ogni mezzo le anime condannate crudelmente nel pozzo buio della vita materiale.
Chiarito il mistero della creazione e della sua propria origine divina, Gesù passa quindi ad indicare i punti fondamentali del suo messaggio salvifico, teso a mostrare all’uomo l’unico piano di salvezza e di fuoriuscita dalle catene del mondo.
Per prima cosa scrive che la strada che conduce alla liberazione è assai impervia e irta di ostacoli, causa il lordume immondo accumulato dalle anime in conseguenza della loro forzata ma adesso anche condiscendente e aquiescente permanenza nel dominio del Diavolo.
Per scrollarci di dosso tale lordume, il primo passo da compiere da parte dell’uomo inteso quale anima è quello di rendersi conto fin nelle più profonde regioni del suo essere che la vita così com’è è un inferno e che in conseguenza di questa presa di coscienza di carattere teorico-intellettuale, da raggiungere con la massima concentrazione spirituale, si deve poi passare, con implacabile volontà decisionista, ad un’azione dirompente, scardinante e del tutto incondizionata dalle lusinghe materiali, tale da annientare alla radice con atti pratici e spietati l’impianto su cui si regge la creazione voluta dal Demonio.
Persino la propria morte volontaria, ottenuta e ricercata all’interno di un ardimentoso programma di smantellamento del creato, sarebbe la benvenuta, poiché rappresenterebbe il suggello cruciale della nostra vittoria definitiva sul Diavolo e le sue orribili tentazioni. Il mondo, così com’è, in sostanza, deve esere distrutto senza pietà, solo così le anime in esso imprigionate possono far ritorno alla loro sede primigenia. Anche Gesù, che non a caso dichiara di non essere di questo mondo, in definitiva si è fatto immolare proprio allo scopo di dimostrare l’estrema assurdità e malvagità di questo tipo di esistenza diabolica radicalmente da cancellare. Ma questa cancellazione non potrà mai realizzarsi se prima non si abbatte il triplice mortifero pilastro che tiene in piedi la sanguinosa tragedia della vita: la concupiscenza, la lussuria e l’istinto sessuale procreativo. È proprio infatti grazie a questa sorta di eterna demoniaca maledizione se la vita così com’è si perpetua nella sua costante luttuosità fatta di disperazione, sofferenze e morte a non finire.
Il sesso deve essere condannato in maniera feroce e irrevocabile. Ma chi riuscirà nell’impresa?
Pochi, Egli dichiara infatti che molti sono i chiamati ma pochi gli eletti. Lo scontro col mondo deve essere quindi totale e radicale. Egli è venuto a portare la spada e il fuoco mediante cui sdradicare l’attaccamento alla materia e al suo diabolico creatore.
Nel papiro erano contenute tali altre spaventose rivelazioni che non ho neppure il coraggio di riportare, dico solo che alla fine di quella lettura fugace il concetto principale che ne veniva fuori era una negazione del mondo tanto completa da far venire i brividi.
Distruzione del mondo attraverso l’immolazione della propria vita, cancellazione dei propri istinti sessuali, annientamento di tutte le pulsioni negative del nostro essere, condanna senza appello di ogni attaccamento ai beni materiali, rifiuto netto di ogni volontà di sopravvivenza che sia fine a sé stessa: questi erano i capisaldi dottrinali indicati da Gesù per sfuggire del tutto e definitivamente dalla nostra prigione esistenziale, un concezione, come ben si può vedere, nettamente agli antipodi delle idee salvifiche che la Chiesa ci ha sempre insegnate essere proprie del messaggio di Cristo.
Ora finalmente capisco perché i catari praticano la cosiddetta Endura, una sorta di suicidio volontario come atto estremo di ribellione al mondo e alla vita.
Ora capisco perché questi supposti eretici vengono perseguitati con tanta sanguinosa ferocia.
Il mondo è di Satana e deve restare di Satana, non potendo Questi mai accettare che il suo Regno malefico finisca nella polvere come merita.
Per questo ha chiuso gli occhi alla Chiesa e ai crociati, affinché lo spirito demoniaco prevalga e venga annientata ogni opposizione alla sua terrificante dittatura.
Ora capisco, ho capito, i catari hanno ragione.
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